venerdì 2 gennaio 2009

Sto chattando con Alessio Bertallot.
Gli dico che la sua voce mi fa impazzire e che me lo immagino con un dolcevita marrone e un paio di occhiali con montatura fina. Ma la simpatia è un'altra faccenda. Non sei simpatico, Alessio.
Un pò "sotuttoio", quasi quasi ti paragono a quel giovane architetto che tanto mi sta sui coglioni perchè tremendamente spocchioso e arrogantello.
M.F., se la legge permettesse il libero sfogo in tutte le sue forme, sappi che ne prenderesti tante. Botte da orbi, proprio.
Dicevo, sto chattando con Alessio Bertallot e gli parlo anche della morale che sottende a tutta La storia infinita, morale di cui non mi ero mai accorta in giovane età, ma che adesso mi si apre chiaramente davanti. I sogni che svaniscono, la gente che non spera più, i videogames al posto dei libri ecc... Veramente lungimirante.

Tutto d'un tratto, ohibò, squilla il telefono. E' Giulio Andreotti che si lamenta del fatto che non ha ancora rivisto, quest'anno, "Il Piccolo Lord" e "La Fabbrica di cioccolato". "Sissi, imperatice d'austria" si, invece. Lo ha visto perchè lo hanno dato in un orario a lui accessibile. Un orario in cui solitamente non entra im trance. Si lamenta di questo e anche delle intercettazioni telefoniche tra lui e Cino Tortorella, che anche lui si lamenta della programmazione di Mediaset e adesso corre il rischio di non lavorare più perchè si è sfogato solo quella volta e lo hanno beccato.

Aspettiamo Sanremo.
Quest'anno con ansia, trepidazione, splendida ed incrollabile fede in Lui che non sbaglia mai. Neanche la mira quando sputa addosso al pubblico.
Nemmeno la scelta di far nascere sua figlia nonostante la possibilità dell'aborto.
Però lo sappiamo tutti che te la stavi facendo sotto, a diventare padre.
Ma ti amiamo anche per questo.
Soltanto non essere troppo esigente con tua figlia, quando sarà adolescente. Chè se non vuole prendere droghe magari ha ragione lei, e tu non ti devi incazzare per questa decisione.


Ho sempre sognato, da che ho ricordi, di scrivere un romanzo che inizia con "era una sera d'estate". Sono velocissima a digitare questa frase perchè ogni volta che accendo il pc la scrivo a vuoto. Così. Un pò per gioco e un pò per delizia.


Giannetta, e se g'ha scanceà tute e foto rento al compiuter. So tanto intristia che no te se. Tuti i me morosi che i xe 'ndai strucando un paro de botoni.
Xe come chea volta che a Giusy a ze 'nda in discoteca e uno ghe g'ha meso a droga nel biciere e ea se g'ha svejà el giorno dopo sensa calse e no a saveva se 'sto omo che el dormiva visin de ea gh'in avesse approfittà o se'l fusse stà coreto. No se ricordava gnente. Ecco. Mi me sento cussì.

2 commenti:

Martina d'A. ha detto...

quella delle droghe è geniale!

Unknown ha detto...

genialissima