lunedì 19 gennaio 2009

Ridicolismo poetico

Ode a M.A.

Ne l'umile lagna
almeno luna geli:
luna in gamelle.

"L'è un gela Milan!"
"Un M.i.g. nella lèa!"
"El Allamein gun!"

Manuàl nel gilè
Maglie?... Na! Nulle!
Magli nell'an? Uè!!?

Nulla:... e legnami!

Angela Menulli, detta La mugnaia Nèlle
AMEN UNA L.Gelli



Il componimento in perfetto metro ridicolista (versi ad anagramma 3-3-3-1 a tema religioso) tratteggia con efficaci immagini la personalità del Divino.
Inizia con un monito: dove c'è mediocrità (umile lagna) Lui saprà fermarla (raggelare).
Segue un ricordo biografico della Sua vita terrena, quando Lui era scout allo Schio 4 e osservava il riverbero della Luna nel piatto da cui consumava l'umile cena di bivacco.
Poi la Menulli continua affrontando due ambiti tematici vitali nella fenomenologia divina: la distruzione e l'amore.
Partiamo dal primo, sottolineato da tre immagini. Il primo verso cita un altro momento biografico: Lui di comprovata fede Interista frenerà sempre e comunque l'ascesa dell'orrido Milan, con il solo Suo pensiero, per la gioia dei tifosi.
Poi Lui viene definito come "M.i.g. nella lèa", ossimoro squisito che accosta il cacciabombardiere sovietico Mikoyan Gurevich MiG-27 (=la velocità, l'aria) alla puzza, al fango, la mota.
Infine, la terza immagine, ancor più efficace, si limita a citare uno dei mille nomi della divinità: Emanuel, pistola di El Alamein.
Il tema dell'amore viene esplorato nella terza strofa. Si accenna alla Sua maestria nell'amore (è addirittura ritratto con un manuale nel taschino del gilè) e all'inutilità di un indumento come la maglietta (preferendo camicie nere e bordeaux).
Infine si potrà notare come la Menulli non taccia pavidamente su un tema così dibattuto come la Bisessualità divina (Gli sono imputati momenti di abbandono con Clementi, Emidio e Giovanardi, Mauro Ermanno) e senza prendere una posizione netta, Lo fa esclamare costernato: "Uè!!?"
Il poema si chiude amaramente, con una dichiarazione di fallimento.
La Menulli si sottomette al Divino, conscia di non poterlo comprendere con pochi versi, e chiede da Lui la giusta punizione.


La poetessa Angela Menulli è una perfetta sconosciuta.
In un'intervista al settimanale Chi ha dichiarato a Signorini che il suo nome d'Arte (come Liala con d'Annunzio) le è stato dato dall'Agnelli durante un momento di estasi dopo un concerto al Pedro (Pd) in cui Lui le avrebbe detto (il condizionale è d'obbligo) che desidera lei venga chiamata così: La mugnaia Nèlle.
La criptica postilla "AMEN UNA L.Gelli" rimanda a chiavi di interpretazione massonica, che spiegherebbero sia l'austerità dei versi sia il loro simbolismo ridicolista, eroico e pregnante.

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